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La PROTECO s.r.l. è una società che opera nel campo della progettazione e degli investimenti nel settore immobiliare da quindici anni. Supportata da esperienza ed elevato grado di professionalità, è in grado di affrontare problematiche specifiche e di fornire soluzioni mirate con interventi diversificati per tipologia, dimensioni e collocazione geografica. L'adozione di attrezzature e mezzi tecnologicamente avanzati, l'affidabilità e la specializzazione del personale consentono alla Società di offrire risposte idonee e puntuali alle sfide poste da un mercato in continua evoluzione. Da diversi anni è impegnata sul territorio siracusano nella realizzazione di opere civili ed in particolare nella ristrutturazione di opere edili, sia tradizionali che in c.a., nonché monumentali. In tale contesto è visto l'avviso di richiesta di concessione della Capitaneria di Porto di Siracusa riguardante l'istanza presentata dalla Società Marina del Porto Grande a r.l., riguardante la richiesta di concessione demaniale marittima, per la durata di 50 anni, finalizzato all'occupazione di uno specchio acqueo e di un'area a terra all'interno del Porto Grande di Siracusa per la realizzazione di un approdo turistico, pubblicata sulla G.U.R.S. del 24-01-03 parte III^ pag. 11. Le attività turistico ricreative e quelle legate al turismo nautico, nel corso degli ultimi anni hanno assunto una presenza sempre maggiore nell'intera Regione Siciliana, fino a diventare una delle componenti fondamentali dell'intero comparto turistico costiero, in ciò favoriti dall'aumento generalizzato delle presenze turistiche per la presenza di forti attrattive culturali ed archeologiche e dalle favorevoli condizioni climatiche. E' stato valutato che il fenomeno della "vacanza" coinvolge circa metà della popolazione italiana e di questa parte circa il 60% si rivolge al turismo marino. Le infrastrutture portuali esistenti sono da tempo, in tutta Italia, sature e quasi tutte non in grado di offrire servizi di qualità. Per le coste del Sud, meno congestionate ma anche meno dotate di infrastrutture e ancora poco attrezzate a sfruttare il vantaggio dato dalle condizioni climatiche che consentono una stagione balneare assai più estesa, è essenziale il passaggio da un insieme di aree balneari a un vero e proprio "sistema" turistico. Se è vero, come affermano i maggiori studiosi, che l'avvenire delle città è nello sviluppo delle nuove "reti" urbane e territoriali, competitive a livello internazionale, questo a maggior ragione sembra valere per le attività turistiche: massima accessibilità, pluralità di servizi, integrazione di ambienti diversi, qualità dei luoghi possono essere offerte solo da "sistemi" turistici integrati. La nautica da diporto, divenuta un fenomeno di massa che mobilita risorse considerevoli, si colloca come attività certamente in crescita, proprio per la sua natura dinamica, omogenea con la tendenza ad offrire al turista la scoperta e la fruizione di un ambiente nel suo complesso, e ben raccordabile con la necessità di riqualificare l'esistente, esigenza prioritaria nel nostro paese. Il quadro dei principali flussi del turismo nautico italiano oggi può essere cosi sintetizzato: dalla costa ligure alla costa Smeralda in Sardegna, dalla costa romagnola al Golfo di Trieste alle isole della Croazia e della Slovenia, dalla costa ligure all'arcipelago toscano e all'Argentario con puntate alle Isole Ponti ne e, meno frequentemente al Golfo di Napoli, dall'area campana verso le Isole Pontine, con puntate verso l'Argentario, la Corsica e la Sardegna, dalla Riviera francese verso tutte le principali destinazioni del circuito italiano. Contrariamente al quadro dei principali flussi del turismo nautico italiano, le regioni meridionali sono principalmente caratterizzate da traffici di origini interna prevalentemente locale, come in tutte le coste orientali tra Taormina, Messina, e tra Catania e Siracusa e Siracusa e Porto Palo di Capo Passero. La mancanza di approdi sicuri ed attrezzati e l'esistenza di ampi tratti di costa assolutamente privi di idonee strutture su distanze due o tre volte superiori quelle considerate accettabili (20 miglia al massimo), rappresentano ulteriori fattori che scoraggiano la crociera al sud, impedendo opportunità di sviluppo non solo collegate al traffico locale, ma anche al turismo di transito sulle rotte centrali del Mediterraneo. In Sicilia infatti la maggior parte dell'offerta per la nautica da diporto, si riferisce ad ormeggi di fortuna, localizzati in infrastrutture prive di servizi nautici, e di idonee attrezzature per l'attracco, l'alaggio e varo delle imbarcazioni. Il primo problema da risolvere è dunque quello di predisporre approdi sicuri ed attrezzati che rendano possibile la circuitazione delle imbarcazioni da diporto e consentano di prolungare verso sud i flussi del turismo nautico che oggi si spingono di rado oltre le coste della Campania. Creare quindi le condizioni per lo ,sviluppo di un importante mercato del turismo nautico al Sud, facendo leva su tutti i fattori favorevoli naturali, utilizzando e stimolando non solo la domanda potenziale locale, ma anche quella del mercato potenziale dell'Italia settentrionale ed europeo. AI riguardo delle potenzialità, da tempo studi di settore hanno evidenziato la possibilità reale di una nuova domanda da soddisfare a breve, nel corso di cinque o sette anni al massimo, lungo le coste del Mezzogiorno non inferiore a circa 50.000 nuovi posti barca attrezzati. E' evidente che le nuove o riqualificate strutture portuali per la nautica da diporto debbano essere realizzate nel massimo rispetto dei valori ambientali, tenuto in debito conto però che esse rappresentano nel contempo una occasione irripetibile per l'avvio ed il consolidamento, in alcune zone, dello sviluppo dell'intero comparto del turismo, nonché per un organico intervento di tutela e di ripristino del vastissimo patrimonio di strutture e manufatti di valore culturale, oggi in stato di abbandono e altrimenti destinati ad un inesorabile degrado. Quanto sopra porta a considerare che la portualità turistica deve essere intesa non come sistema isolato di porti, bensì inserita in un sistema integrato di offerta turistica, comprendente l'approdo con tutti i servizi, il rimessaggio e la riparazione delle imbarcazioni la ristorazione, la possibilità di fare acquisti in appositi centri commerciali, l'ospitalità in adeguati e confortevoli strutture alberghiere, ivi comprese le attrezzature per lo sport ed il tempo libero. La vicenda storica di Siracusa inizia con il mare, con il grande Thalassa dei greci, luogo di incontro e di confronto in cui è fiorita la civiltà del Mediterraneo. La via del mare era un tempo per Siracusa porto e aeroporto, ferrovia ed autostrada. Efficientissima linea di collegamento della città con la Grecia e Roma, con le regioni dell'Africa e le isole tutte. Tale stato di cose è durato fino al primo quarto del Novecento. Successivamente, a poco a poco, il Porto Grande di Siracusa ha perduto ogni ruolo rimanendo in uno scenario di totale abbandono, privo com'è di ogni collegamento commerciale e di qualsiasi iniziativa legata al turismo. Persino quel piccolo filo di vita che legava la città ai più importanti porti italiani e all'isola di Malta oggi è scomparso. La città, ricchissima di un patrimonio archeologico-architettonico in grado di attrarre ogni anno milioni di turisti, grazie soprattutto alle varie iniziative culturali di richiamo, potrebbe completare il proprio rilancio attraverso una completa ed organica valorizzazione della risorsa mare, oggi minimamente valorizzata a causa delle scarse infrastrutture portuali atte ad accogliere le imbarcazioni da diporto. Le iniziative volte in tal senso, in uno con l'esigenza evidenziata da tutti i rapporti di settore sulla carente offerta diportistica, consentirebbe a Siracusa di recuperare un ruolo baricentrico nel Mediterraneo, in grado di rivitalizzare ed enfatizzare le risorse naturali che già possiede. Il progetto in oggetto potrebbe contribuire nell'intento del!' l'Amministrazione comunale di ridare alla città il ruolo antico di centro culturale, politico e commerciale del Mediterraneo. Il Porto Grande è un porto naturale costituito da un'ampia baia a Sud del centro abitato delimitato a Nord dall'Isola di Ortigia ed a Sud da Punta Castelluccio. Lo specchio d'acqua misura nel senso N-S 3500 m. circa e nel senso E-W 2000 m. circa. L'imboccatura è ampia poco più di mezzo miglio e va dal Castello Maniace verso SSE a Punta Castelluccio. L'imboccatura è esposta a Levante ed i venti provenienti dal I e Il quadrante creano una forte risacca; è riparato dai venti provenienti dal III e IV quadrante. Le correnti lungo la costa fuori del porto dipendono dai venti e sono generalmente poco intense ma col grecale possono assumere velocità rilevanti. Nel Porto Grande esiste una corrente costante che proviene dalla riunione della corrente dell'Anapo con quella della Darsena e seguendo la costa Ovest Ortigia esce dall'imboccatura del porto ed aumenta di intensità con vento proveniente da ONO. Nella parte settentrionale del Porto Grande sono ubicate le banchine commerciali del Porto di Siracusa, che si sviluppano intorno al Molo S. Antonio, esteso in direzione N-S per circa 220 m, attualmente utilizzato per l'attracco di navi commerciali, e specificatamente per lo stoccaggio di cementi e magnesite. Le banchine intorno al Molo S. Antonio sono alquanto degradate, soprattutto nel lato di ponente, dove è localizzata la zona pescherecci che allo stato attuale è priva di opere di protezione dalle mareggiate e di servizi adeguati. Dal Molo S. Antonio alla banchina pescherecci non esiste una banchina di collegamento necessaria per dare continuità al porto. Da diversi decenni ci si è posto il problema della realizzazione di tale banchina ma allo stato attuale non è stata ancora realizzata, creando un grave problema di disconnessione tra il Molo S. Antonio e la banchina pescherecci. Nell'ambito del porto grande di Siracusa esistono varie iniziative volte alla realizzazione di approdi per natanti da diporto, realizzate con la collocazione in opera di pontili galleggianti senza servizi adeguati, che hanno penalizzato e penalizzano l'auspicato sviluppo turistico e nautico di Siracusa. Per risolvere tali problematiche PROTECO è intenzionata a realizzare un approdo turistico di elevata Qualità offrendo una soluzione anche agli annosi problemi dei pescatori locali. A tal fine è stato redatto il progetto per la richiesta di concessione demaniale marittima per la realizzazione di un approdo turistico a ponente del Molo S. Antonio, consistente nella realizzazione di una banchina e relativo piazzale a ponente del Molo S. Antonio, banchina dello sviluppo lineare di circa 460 m., avente un'estensione di 30.000 mq circa, e la collocazione in opera per la protezione dello specchio acqueo di frangionde flottanti e di retrostanti pontili galleggianti atti ad ospitare nel porto circa 780 posti barca da diporto a mare e circa 60 posti barca per pescherecci, oltre a 120 piccoli natanti da diporto depositati in siloscafi. Il porto sarà corredato da tutti i servizi e gli arredi volti a renderlo competitivo e di qualità rispetto agli standard usuali. La richiesta di concessione riguarda circa 118.350 mq di specchio acqueo e 9.650 mq di demanio marittimo a ponente del Molo di S. Antonio, necessari alla realizzazione della struttura portuale di seguito meglio descritta. Il "progetto per la richiesta di concessione demaniale marittima per la realizzazione di un approdo turistico a ponente del Molo di S. Antonio" a Siracusa prevede la realizzazione non "invasiva" di una sistema portuale destinato ai natanti grazie all'installazione di pontili galleggianti collegati a frangionde flottanti. Nello specifico infatti il progetto prevede l'ampliamento verso mare dell'attuale banchina di riva a ponente del Molo S. Antonio, da realizzarsi in continuità a questa in direzione est-ovest su parte dello specchio acqueo richiesto in concessione. Il muro di sponda avrà uno sviluppo planimetrico in direzione WSW - ENE di circa 340 metri con una risega ortogonale di circa 40 m. La banchina sarà collegata ad una scogliera di protezione" della colmata lato Aeronautica e sarà realizzata con una tipologia antiriflettente costituita da cassoncini aperti lato mare inbasati a quota (-5,00) e sovrastrutture in conglomerato cementizio armato, con piano praticabile a quota (+1,20) sul livello del mare. A tergo dei cassoni sarà realizzato un rinfianco in pietrame a tergo del quale sarà formata la colmata per la realizzazione del piazzale necessario per le attività portuale. Lo specchio acqueo protetto sarà formato con la predisposizione in opera di frangionde flottanti, costituiti da moduli in c.a. della lunghezza di 20 m. e larghezza 8 m., ancorati ai fondali con un sistema di cavi seaflex e corpi morti. Il sistema principale è formato da due dighe parallele alla banchina di riva di cui la prima di 80 m. radicata al Molo. S. Antonio, la seconda di 240 m. disposta a circa 280 m. dalla banchina di riva , chiuse ad ovest in perpendicolare alla banchina di riva. Nello specchio ridossato sarà collocato in opera un sistema di pontili galleggianti, ancorati ai fondali con catene e corpi morti, capaci di ospitare la seguente flotta tipo:
Per un totale di 785 posti barca a mare, a cui si devono sommare 120 posti in siloscafi, per un totale complessivo di 905 posti barca. Inoltre il lato occidentale del pontile radicato sulla banchina di riva sarà destinato all'ormeggio dei natanti da pesca, che saranno protetti dal frangionde flottante foraneo. Lo specchio acqueo sarà sottoposto a lavori di dragaggio per consentire una profondità di m.(-5,OO) s.l.m.m.. Sulla spezzata di ponente della banchina, dello sviluppo di 75 m., è prevista la realizzazione di uno scalo di alaggio, di un motoscafo e di un pontile per la distribuzione di carburante. Sul piazzale di riva annesso al porto, utilizzato per il rimessaggio dei natanti, saranno realizzati i parcheggi e l'edilizia portuale a supporto dell'approdo turistico. Sull'area della nuova banchina di riva verranno realizzate alcune prevista la realizzazione di un'officina meccanica con annessi spogliatoi e servizi igienici. Nella parte centrale è prevista la realizzazione degli uffici di gestione dell'approdo, dello yacht club. e di boutiques specializzate. Ancora, ad est dell'impianto progettuale, si prevede la realizzazione di un barristorante, e di servizi igienici con docce. Tutte l'edilizia portuale sarà realizzata con strutture amovibili in acciaio e legno lamellare. Si è prestata particolare cura ai posti-auto, circa 500, così da non gravare sul sistema urbano dei parcheggi. La soluzione planimetrica adottata offre la possibilità di disporre di uno specchio acqueo ridossato, soddisfacendo al meglio le condizioni di inserimento ambientale e paesaggistico. Con tale struttura si conseguono i seguenti principali obiettivi: 1. consentire la realizzazione di uno specchio protetto secondo gli usuali standards di un porto per natanti da diporto; 2. assicurare un numero di ormeggi adeguato alla crescente domanda del settore (dimensionamento flotta tipo) tramite un flessibile sviluppo delle opere di accosto, delle attrezzature e dei correlativi servizi di banchina e di terra; 3. garantire, da punto di vista paesaggistico, la salvaguardia del paesaggio. Per quanto attiene alla flotta tipo ed al suo dimensionamento è stata avvertita l'opportunità di non effettuare una rigida programmazione intendendo le previsioni progettuali come un vero e proprio strumento articolato e flessibile, facilmente adattabile al mutare della domanda di posti barca da diporto, sia stanziali sia in transito. Pertanto, come sopra accennato, si è preferito in questa fase dimensionare un porto turistico che rivolga l'attenzione principale verso natanti da diporto delle dimensioni comprese tra 8.00 e 15.00 m, per un totale complessivo di 785 posti barca da ormeggiare a mare (banchine e pontili) suddivisi in varie categorie, oltre a 120 ulteriori posti barca nei siloscafi a terra per i natanti di piccole dimensioni. Con il sistema dei siloscafi metallici infatti si possono ospitare piccole imbarcazioni da alare e varare con l'ausilio di carrelli elevatori a forchetta. L'approdo turistico quindi, come già detto, sarà dotato di servizi e attrezzature necessarie per la gestione ottimale e per essere inserito fra quelli rispondenti agli standards usuali riconosciuti, con particolare attenzione alle infrastrutture di supporto alle attività antiche. Nello specifico l'approdo Turistico comprenderà le seguenti attrezzature:
In aggiunta saranno garantiti i rimanenti servizi mediante appositi distinti impianti per assicurare il rifornimento idrico acqua potabile, antincendio e per lavaggio imbarcazioni, la fornitura di 'energia elettrica in corrispondenza di ogni ormeggio mediante apposite colonnine di erogazione, nonché l'illuminazione delle calate portuali e la raccolta delle acque reflue. Per assicurare inoltre la salvaguardia della baia, l'approdo sarà dotato di tutte gli impianti e le opere per la tutela ambientale, tra le quali un sistema per la raccolta dei rifiuti, un impianto per lo spurgo degli oli esausti e delle acque di sentina e per la loro raccolta e relativo trattamento, un impianto per il lavaggio delle carene delle imbarcazioni e per il ricircolo e trattamento delle acque di lavaggio e quanto altro occorre per salvaguardare l'ecosistema marino circostante. Relativamente allo viluppo dell'attività diportistica, allo stato attuale, Siracusa è fortemente penalizzata per la carenza di strutture portuali ricettive adeguate e funzionali al reale bisogno della città e dei transiti turistici, pertanto è evidente che occorre programmare un'organica politica di sviluppo turistico attraverso un rilancio complessivo delle varie attività turistiche, già presenti nel territorio siracusano. Un aumento dell'offerta turistica è un obiettivo dichiaratamente perseguito dal progetto a livello socio-economico; ma perché tale incremento manifesti i suoi benefici in termini occupazionali ed economici, la realizzazione di questo intervento deve essere accompagnata dalla suddetta politica di sviluppo turistico e questa deve essere capace, tra l'altro, di indirizzare l'evoluzione territoriale secondo modelli che valorizzino gli aspetti di unicità delle risorse archeologico-monumentali e naturalistiche presenti nell'ambito interessato dall'intervento proposto. |
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